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devastata

Devastata.
Destabilizzata.
In totale disequilibrio,
pendo dall’alto

e a sorreggermi solo un filo
sottilissimo.

E vorrei essere un burattino,
così a niente dovrei pensare.
Potrei vivere senza forze
e muovermi senza slanci,
potrei saltare sicura di riunirmi dolcemente al terreno.

Vorrei essere manipolata,
spostata
esposta
condotta
sollevata
adagiata
lanciata

senza mai proferire parola,

nessun consiglio mi verrebbe chiesto
e se anche avessi pensato qualcosa, non sarebbe importante.

Ho bisogno di trovare altre uscite
o di scoprire l’unico passaggio segreto,
di sentire il soffio gelido del tempo che passa
e di scorgermi immobile.

Ho bisogno di una nuova spinta
all’altalena pigra che mi accoglie.

 21/12/2005 h: 2,00

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il paese

Sola
padrona della strada
lascio che il vento mi chiuda gli occhi
e che la mia mano cerchi il muro

e giù per la discesa

sfioro quel muro
e le sue pietre antiche,
che al solo tocco, lasciano polvere dietro di me.

I capelli seguono il ritmo del vento,
che mi rinfresca il corpo
e sento l’esigenza di guardare il cielo per respirare sino in fondo quell’aria che mi appartiene.

E vedo foglie che si muovono sopra di me allo stesso ritmo del vento
e la strada è desolata,
il paese dorme
e attorno a me è silenzio,
ma non quello che spaventa,
quello che fa pensare,
o quello che imbarazza,
è silenzio… e basta
è un silenzio fresco,
è un silenzio che tante cose racconta ma solo a chi vive qui

il muro è silenzio
il cielo tace
tutto dorme.

Solo qualche animale vanitoso ancora non è stanco di farsi sentire,
tra quella luce opaca che riempie il paese.

Solo le tende ancora si muovono nelle stanze buie,
tutto il resto è immobile,
come sempre
quaggiù.

17/07/2005 h: 04,09


bestie siamo

bestie siamo
o forse bestie vorremmo essere
per non sentire
per sentire meno
per capire meno
ammesso che loro poco capiscano

per poter stare ore a fiutare vento
e sprecar giorni ad assorbire sole

perché troppo spesso sentiamo freddo

troppo spesso andiamo avanti indifferenti
e ciò che urtiamo non lascia lividi

le conto ogni giorno le mie cicatrici
son tante sai?
e non me ne vergogno

mai

perché son tante le volte che ho sbagliato
e tante le volte che non son stata io a sbagliare

e ci penso spesso
sempre
a momenti mi ossessiono

non perché sia più attenta di altri
solo perché ho più paura degli altri

io vado avanti così

un giorno serena
perché so chi sono
e un giorno in ansia
perché i sentieri che portano alla serenità non li ricordo più
e non so più chi sono
né cosa voglio

e continuo a tenere gli occhi aperti
ma le finestre le tengo chiuse.

09/06/2005 h: 15,30