Archivi categoria: 2009

cadono sempre in piedi

agili
si muovono nel ventre impervio del creato
conoscono le sue meraviglie
e le sue prosperose abbondanze

e i loro occhi appagati
vedono albe e tramonti
che la fotografia faticosamente rincorre

accolgono il sacrificio
come elisir di lunga vita

lottano per ciò che vogliono
e come felini attenti
cadono sempre in piedi

agli abitanti della mia terra   30-10-09 h. 13,15

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piegata su se stessa

Piegata su se stessa
come una marionetta spenta

la incontravo ogni mattina
tra i sentieri del giardino

il suo peso cadeva sulla destra
appesa alla sinistra portava sempre una borsetta.

Come l’attaccapanni di se stessa
trascinava quell’esile struttura con passo svelto

occhiali sul naso
e sguardo a terra

dritta per la sua strada

pensavo che nulla avrebbe bloccato la sua marcia

io e lei
solo
io
e
lei
puntuale come la morte.

In una mattina
zuppa di nebbia
l’ho vista fermarsi
voleva inchinarsi
e accanto a quel gatto forse accucciarsi

Ma il gatto si alza
la vecchia sobbalza
poi rotola a terra
e a me pare una guerra
di peli
di occhi
di unghie
di baffi

non so come è andata
l’ho solo aiutata
e ridendo di gusto me la sono filata.

ex manicomio di Quarto  01/12/09 h: 21,50


cadono sempre in piedi

Con quei visi austeri

e le mani ruvide
di chi la terra la incontra ogni giorno con riverenza

Con la loro determinazione
ostinazione
e fermezza
sembra che la paura non la conoscano

Instancabili lavoratori
che sanno godere di ciò che la natura regala
e la cravatta la mettono solo nei giorni di festa

Credono in Dio
e sacro può diventare anche lo straniero
ma solo quello che di buon grado apprezza l’ospitalità
e senza remore accetta di andar via senza lasciare il segno

Testardi
coerenti
e costanti

esseri durevoli

che amano i figli più della loro stessa vita
pronti a trascurare se stessi per loro
pur continuando a camminare a testa alta

“Agili
si muovono nel ventre impervio del creato
conoscono le sue meraviglie
e le sue prosperose abbondanze

e i loro occhi appagati
vedono albe e tramonti
che la fotografia faticosamente rincorre

Accolgono il sacrificio
come elisir di lunga vita

Lottano per ciò che vogliono
e come felini attenti
cadono sempre in piedi”.

 

agli abitanti del mio paese  30-10-09 h. 13,15


mi sono data due punti

Mi sono data due punti
due punti alla bocca
per non parlare più

Mi sono data due punti
due punti alle mani
per pregare di più

i piedi no
li ho lasciati liberi di andare

Mi sono data due punti

e ho stretto forte
per riunire i pezzi

Ho usato i capelli
quelli che cadono in autunno
che a fine anno in testa non ci stanno più

e l’ago
in silenzio me l’hai dato tu
che di vedermi a pezzi non ne potevi più

così ho cucito anche gli occhi
per non sentirmi più

camminerei a stento sai?
se non ci fossi tu.

a enr… 14/10/09 h: 1,10


madonna con bambino

Poi gli occhi si sono chiusi
poi gli occhi si sono spenti

era l’acqua salata a non lasciare spazio al sonno.

Se avessi avuto le forze
avidamente avrei cercato il suo sguardo umido

ma poi gli occhi si sono chiusi
poi gli occhi si sono spenti.

Lo stringevo forte al petto
come una Madonna con bambino
e mi chiedevo quante volte l’avrei perso quella notte…

poi gli occhi si sono chiusi
poi gli occhi si sono spenti

ma prima ho pregato
(non ricordo a chi o a cosa)
ho pregato perché le rughe sulla sua fronte si indebolissero
perché il suo corpo smettesse di fremere
e perché i suoi pensieri trovassero riposo

Avrei voluto pregare anche per me
ma i miei occhi erano già chiusi
i miei occhi erano già spenti.

a enr…   16-06-09 h: 15,38


ricordo

Ricordo il viso
e le mani

il profumo del pane nella dispensa
i gradini alti del bagno
la sua stanza sempre buia
e i suoi lamenti.

Sono convinta che
soffrisse anche quando stava in silenzio
anche quando mi regalava un sorriso
anche quando le massaggiavo la gamba
e diceva di stare meglio.

Riconosceva il mio passo da lontano
due stanze prima della sua
dove le mattonelle ballavano
e il frigo cantava.

Gli scuri li aprivo tutti
attraversavo le stanze assieme al sole
che invadente entrava al mio passaggio
senza paura di disturbare.

Ricordo il cortile caldo
sotto i piedi nudi
il profumo dei mandarini
e le rose bianche.

Ricordo l’acqua gelata del pozzo
il cancello che tremava
e il profumo del letame.

Ricordo che una gamba non ce l’aveva più
ricordo di aver accarezzato a lungo un cuscino
accanto al suo moncherino

pareva ignara del fatto che le mancasse qualcosa.

Non perché ti avessi dimenticata
Non perché mi mancassero le parole,
solo perché forse erano troppe.

Avrei tanto voluto salutarti.

a mia nonna   24/04/09 h: 20,30


sorridi

Sorridi.

Sorridi ripeteva

che non abbiamo tempo da sprecare in lacrime.

Sorridi.

Sorridi ripeteva

che persino le onde nel loro lento tornare a casa

trascinano tutto via.

Sorridi.

Sorridi ripeteva

che gli altri non lo faranno per te.

Sorridi.

Sorridi ripeteva

che a salvarci non arriva mai nessuno,

e questo non è triste

è solo buffo

buffo che qualcuno non l’abbia ancora accettato.

06/02/09 h: 19,20